I nostri vini


CAECUS – Verdicchio di Matelica D.O.C.

Prodotto in sole 4.000 bottiglie, Annata 2018

IL PRIMO VINO IN ITALIA CON UN’ETICHETTA ANCHE IN BRAILLE

L’Azienda Agricola I Tre Monti si trova alle pendici del Monte San Vicino, in Contrada San Giovanni, al centro dei terreni storicamente di proprietà della famiglia Pettinelli. Dopo una lunga storia di produzione vinicola, nel 2009 abbiamo impiantato il nuovo vigneto, concentrandoci sulla scelta del Verdicchio DOC di Matelica. Per la prima volta il nostro prodotto finisce imbottigliato e con un’etichetta ed una storia tutta sua, il Caecus, un vino gentile per persone gentili: un vino dedicato a Monsignor Luigi Pettinelli, cugino di Vincenzo, missionario cieco ed anch’esso piccolo produttore di vino.

Una storia che ci riporta a tempi remoti dove, tra una missione e l’altra, Luigi trovava il tempo di tornare nella sua Matelica per dedicarsi alle sue viti, proprio dove ora sorge la nostra struttura ricettiva “Da Foschetta”.

UN VINO CHE RACCONTA UN TERRITORIO

Vino bianco secco di grande spessore viticolo ed enoico. Colore paglierino fino al leggero oro in piena maturità, riflessi verdi in gioventù, brillante e luminoso. Al naso ricco di aromi secondari riconducibili a ginestra, acacia, biancospino e nello sfondo leggermente fruttato esotico; profilo olfattivo orizzontale, molto ampio, sempre elegante, di buona intensità. In bocca fragrante, dominato dal patrimonio acidico che lo caratterizza per la grande sapidità, fresco, con un netto sentore di mandorla amara, persistente e piacevolmente asciutto; corposo, equilibrato e suadente. In maturità diviene armonico, dominato da sentori di camomilla, miele, thé secco, complesso al palato finanche salino, molto terziarizzato e minerale.

ABBINAMENTI A TAVOLA

Perfetto abbinamento con tutti i tipi di antipasti di terra e mare, primi piatti della tradizione, pesce mediterraneo anche molto elaborato, carni bianche, salumeria, formaggio fino alla media stagionatura; abbinamento colorimetrico con tutto ciò che non è rosso. Ottimo come vino da chiacchiere e da compagnia.


 BORGARUCCIO – Rosso Colli Maceratesi D.O.C.

Prodotto in sole 500 bottiglie, Annata 2018

UN OTTONI VA IN PENSIONE

Ecco per voi il nostro Borgaruccio, un Rosso Colli Maceratesi D.O.C. imbottigliato per la prima volta quest’anno in sole 500 bottiglie. Anche questa nostra seconda etichetta nasce dall’incontro tra la storia del territorio e quella della nostra azienda, riportandoci molto indietro nel tempo fino ai Signori di Matelica del XV secolo, gli Ottoni.

Da “Un Ottoni va in pensione”, di Alberto Bufali: “Agli inizi del 1462 vi fu una rivolta popolare, guidata dalle famiglie che mal tolleravano il peso ed i balzelli imposti dal malgoverno degli Ottoni. Francesco, che era a capo della Signoria, venne chiuso nella sua Roccaccia e fatto morire, mentre i fratelli Gaspare e Borgaruccio si salvarono, ma dovettero ritirarsi a vita privata, lasciando la Signoria in mano ai cugini Antonio ed Alessandro, sospettati di non esser rimasti estranei per interesse alla congiura. Contrariamente a quanto affermano l’Acquacotta e il Passerini nelle loro note storie, Borgaruccio non si ritirò affatto in Toscana a Chitignano, ma ripiegò semplicemente per una soluzione più comoda: d’accordo con i cugini, scelse di andare ad abitare in una casa di campagna in località Subbiano, tuttora esistente, su in alto, dove la strada ripiana dopo la gran salita di Vespa. Ecco l’atto notarile che smentisce gli storici di altri tempi:

“In nome del Signore, amen. In Matelica, addì 3 del mese di agosto dell’anno 1462. Il Magnifico Signore Borgaruccio, figlio del Signor Guido del Signor Francesco, con il presente atto lascia tutto ciò che possiede dovunque e comunque ai Signori Antonio ed Alessandro del Signor Ranuccio, in cambio di 25 ducati all’anno fino a quando vivrà, più alimenti, cibi e bevande consone al suo stato e secondo l’uso e lo stile della loro casata, oltre alle calzature ed ai vestiti per lui, la moglie, il figlio unico, il servitore e la fantesca. In più ancora gli dovranno esser forniti strame ed erba per il cavallo più una casa con vigna in località Subbiano. Ed io ser Domenico di Bonagrazia notaio, ecc.”.
Smesse le armi alla ventura, con più d’un pericolo, così come le lotte fratricide per il potere interno, Borgaruccio sarà pure vissuto d’allora in poi “oscuramente” come sottolineano gli storici suddetti, ma è probabile che non se ne sia pentito affatto”.

UNA STORIA ANTICA PER IL NUOVO ARRIVO IN CANTINA

Vino rosso rubino con riflessi profondi rosso porpora, brillante e lucente, al naso frutti maturi rossi e sottobosco autunnale di muschi e bosso con cenni di erbe aromatiche di salvia e rosmarino. All’assaggio intenso, corposo con tannini setosi dilavanti ma mai aggressivi, aromi primari affiancati da secondari di frutta rossa. Lungo e vinoso.

ABBINAMENTI A TAVOLA

Per tutto ciò che è di colore rosso sia paste che carni, formaggi semi stagionati e stagionati o come vino da mezzanotte.